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Orvieto D.O.C.

L’area di produzione dell’Orvieto bianco D.O.C. comprende i territori per lo più collinari di Orvieto, Allerona, Alviano, Baschi,  Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Guardea, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Porano e una parte del viterbese nel Lazio.
E’ tra i più rappresentativi vini umbri, conosciuto fin dall’antichità, e copre il 70% della produzione a D.O.C. della provincia di Terni. E’ prodotto con le qualifiche “Orvieto Classico”, con uve della zona ristretta della Valle del Paglia, e “Classico Superiore”, con 12° e tre mesi di affinamento. Il disciplinare prevede uve Trebbiano Toscano (Procanico) e Grechetto (min. 60%), e altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione (max. 40%). Un’ulteriore distinzione riguarda le varianti secco, abboccato e dolce, tra i quali l’importante produzione di “vendemmia tardiva” e “muffato”.
La produzione del Muffato è stata recentemente regolamentata dal disciplinare della  D.O.C  Orvieto, unica ad averlo in Italia, questo vino è definito anche muffa nobile in quanto prodotto con uve lasciate attaccare da botrytis cinerea  sulla pianta e raccolte ad autunno inoltrato. I risultato è un vino dolce di colore giallo oro tendente all’ambra, odore profumato e avvolgente che va degustato con pecorino stagionato e miele. Oggi nell’Orvieto predomina la variante secca, mentre in passato era più rinomata la versione abboccata lodata da papi, principi e pittori, dal colore giallo paglierino più o meno intenso, profumi delicati, fruttati e gradevoli, e sapore secco con lieve retrogusto amarognolo. L’abbinamento giusto  è con un buon aperitivo, primi piatti senza pomodoro, adatto anche a secondi di pesce, bollito o arrosto di carni bianche.

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